Rainer Zitelmann
Rassegna stampa
6 luglio 2020
Perché agli intellettuali non piace il capitalismo?
I pregiudizi contro l’economia di mercato
Nel suo libro “La forza del capitalismo: un viaggio nella storia recente di cinque continenti” tradotto e pubblicato in Italia da Ibl Libri 2020, Rainer Zitelmann ragiona sull’avversione nei confronti dell’attuale sistema economico e sull’invidia sociale che provoca chi riesce ad avere successo

Nonostante dopo il collasso dei sistemi socialisti in tutto il mondo, alla fine degli anni Ottanta, in molti abbiano riconosciuto la superiorità dell’economia di mercato, un certo sentimento anticapitalista non solo è sopravvissuto in maniera più o meno latente, ma ha persino acquistato nuovo vigore con lo scoppio della crisi finanziaria del 2008. Nello specifico, l’anticapitalismo è diventato nuovamente la vulgata degli intellettuali in fatto d’economia – come dimostrato, ad esempio, dal plauso generale riscosso da Piketty con Il capitale nel XXI secolo. Tuttavia, questi più recenti sviluppi altro non sono che la manifestazione di una ben più longeva e tradizionale avversione dell’intellighenzia nei confronti del capitalismo.

Gli intellettuali e il capitalismo: costrutti teorici vs emersione spontanea
Ciò che sfugge alla comprensione di parecchi intellettuali è che il capitalismo è, per sua natura, un ordine economico che emerge e si sviluppa in maniera spontanea. Diversamente dal socialismo, il capitalismo non è il prodotto di una scuola di pensiero che mira ad imporsi sulla realtà, ed il libero mercato nasce dal basso anziché essere comandato per decreto da una qualche autorità...

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