Alitalia quanto ci costi
All'ex compagnia aerea di Stato arrivano sussidi regionali. In cambio di rotte non redditizie
 

Da metà dicembre, almeno tre volte alla settimana, un volo dell'Alitalia collegherà direttamente Torino a Mosca, Istanbul, Amsterdam e Berlino. In cambio, nei prossimi tre anni, l'ex compagnia di Stato riceverà dagli enti locali piemontesi 6 milioni di euro. Soldi pubblici che finiranno nelle casse di una società privata.

Interpretazione che in Piemonte si tende a smentire. Giuliana Manica, assessore al Turismo della Regione Piemonte, dice che quei 6 milioni servono per il co-marketing. E così lo chiamano anche i responsabili di Alitalia, visto che uno dei principali motivi della privatizzazione dell'ex compagnia di bandiera - passata nelle mani di Cai circa un anno fa, con un debito di 2 miliardi di euro scaricato nella bad company pubblica - era proprio quello di evitare che la società continuasse a beneficiare degli aiuti statali, con evidente danno per le tasche dei contribuenti. Tecnicamente, il comarketing non è altro che un'iniziativa pubblicitaria finanziata da più enti. «In questo caso», spiega Andrea Astolfa, responsabile marketing di Alitalia, «i contributi degli enti locali servono per incentivare il turismo in Piemonte attraverso siti Internet, opuscoli, giornali e visite promozionali». Una tesi che non convince tutti. Per Andrea Giuricin, ricercatore presso l'Istituto Bruno Leoní, «dietro la parola comarketing si nasconde un sussidio regionale: il contribuente è costretto a pagare per un servizio utilizzato da pochi utenti. Insomma è l'ennesimo aiuto pubblico ad Alitalia.
L'accordo tra gli enti locali e l'ex compagnia di bandiera è stato raggiunto senza la pubblicazione di un bando di gara. A versare il contribuito maggiore sarà la Regione Piemonte - 3 milioni di euro - mentre Comune di Torino, Provincia e Camera di Commercio metteranno a disposizione 1,6 milioni. Il resto sarà elargito da Sagat, la società che gestisce l'aeroporto di Torino Caselle. Sagat è controllata al 51 per cento dagli enti locali, ma al suo capitale partecipano anche alcune imprese private come Sintonia della famiglia Benetton (24,3 per cento) ed Equiter di Intesa Sanpaolo (12,4 per cento), le stesse società presenti anche nell'azionariato di Cai.

Il cosiddetto co-marketing non riguarda solo il Piemonte. «Entro la fine di dicembre», svela Astolfa, «annunceremo accordi con Puglia, Veneto e Friuli». Il responsabile marketing di Alitalia preferisce non rivelare i dettagli; si limita a dire che gli aeroporti coinvolti dovrebbero essere quelli di Bari, Brindisi, Venezia e Trieste, «con contributi simili a quelli pattuiti con gli enti locali piemontesi». Oltre a diversi voli nazionali, verranno sviluppati collegamenti con l'Est Europa: Sofia, Varsavia, Istanbul e Sarajevo. Per Oliviero Baccelli, docente di Economia dei Trasporti all'Università Bocconi di Milano, questo tipo di operazioni è stato spesso utilizzato «da compagnie low cost come Ryanair per lanciare nuove rotte, ma il problema è la redditività dei voli. Nel caso di Alitalia, dubito che un collegamento tra Torino e Istanbul, tanto per fare un esempio, possa ef-
fettivamente attrarre una quantità sufficiente di clienti da rendere il volo sostenibile anche senza contributi esterni». Quella del comarketing non è l'unica via percorsa dai soci di Cai per accedere agli incentivi pubblici.

Lo scorso 29 ottobre la società presiedutada RobertoColaninno ha infatti vinto la gara d'appalto per la «continuità territoriale» dell'aeroporto di Crotone. In cambio di 3,9 milioni di euro, Alitalia fornirà per i prossimi 12 mesi voli diretti per Roma Fiumicino eMilano Linate. Aumenterà così ulteriormente la quota di mercato domestico appannaggio della compagnia, grazie a una ventina di rotte gestite in sostanziale monopolioda quando il governo Berlusconi, al momento della privatizzazione, scelse di sterilizzare per tre anni i poteri dell'Antitrust. Esempi? Se da Roma si vuole volare a Genova, Bari, Lamezia, Brindisi, Trieste o Venezia non c'è scelta. Solo Alitalia.

Da L'Espresso, 3 Dicembre 2009


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