Energia. Confindustria esprime perplessità sullo schema di riforma dell'organismo di controlloMarcegaglia: intesa internazionale per arginare il prezzo del petrolioLevata di scudi in difesa dell'Autorità dell'energia, dopo che venerdì sera la commissione Bilancio della Camera ha approvato, su proposta della Lega Nord, l'azzeramento del vertice attuale dell'Authority e la ridefinizione dei suoi compiti.
«L'azzeramento dell'Autorità per l'energia – ha detto ieri Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria – ci lascia con un punto interrogativo». In campo energetico «ci vuole più mercato – ha aggiunto. - L'Autorità deve continuare a essere indipendente, aperta al mercato e salvaguardare le imprese altrimenti rischiamo di fare un passo indietro. Ricordo che l'energia elettrica ci costa il 30-40% in più della media degli altri Paesi europei. Siamo d'accordo sul nucleare, sui rigassificatori, per ridurre il prezzo dell'energia». «Sul petrolio c'è una domanda molto forte ma anche un grande effetto speculativo» ha aggiunto Emma Marcegaglia. Che si è detta a favore dell'ipotesi di imposizione di un tetto al prezzo: «Se si potesse fare con un accordo internazionale perché no. Credo che questo problema delle materie prime e del prezzo del petrolio stia scardinando l'economia internazionale, quindi un accordo in questo senso che scoraggi la speculazione penso potrebbe essere cosa utile».
Gli imprenditori sono molto allarmati dalle tensioni sui mercati internazionali. Confindustria Energia ha espresso in una nota preoccupazione «per l'impatto che le nuove misure impositive, previste dal decreto legge che anticipa la manovra economica, avranno sulle aziende del settore». Non convince la Robin Hood Tax che «rischia di sconvolgere il quadro di regole chiaro e stabile di cui hanno bisogno gli operatori nazionali e internazionali per realizzare piani di investimento tanto rilevanti, imposti anche da norme sempre più restrittive» e sono importanti «le funzioni di viglianza assunte dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas sul divieto di traslazione dell'aumento della tassazione sui prezzi di mercato».
In difesa dell'authority si sono schierate anche le associazioni dei consumatori Adiconsum, Adusbef, Assoutenti, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, secondo le quali l'Autorità dell'energia «ha rappresentato un vero organo di garanzia per il contenimento degli aumenti delle bollette, per la tutela della trasparenza delle offerte commerciali, per un passaggio controllato alla liberalizzazione».
Secondo l'Istituto Bruno Leoni, “think tank” della destra liberale, «l'azzeramento del collegio dell'Autorità per l'energia è un sopruso inaccettabile». La vicepresidente del Senato, Emma Bonino, aggiunge che «è singolare che questo emendamento emerga a due giorni dalla relazione del presidente Ortis e delle sue dichiarazioni sulla Robin tax». Giuseppe Vatinno (Idv) afferma che è «un vulnus al funzionamento democratico delle istituzioni».
Dalla parte della riforma dell'Autorità c'è Maurizio Bernardo, deputato del Pdl: un atto «opportuno e necessario». Maurizio Fugatti, primo firmatario dell'emendamento di riforma dell'authority, rileva che «si sta alzando una polemica che pare esagerata».
L'emendamento della Lega Nord approvato nella notte tra venerdì e sabato prevede che l'attuale vertive dell'Autorità (il presidente Alessandro Ortis e il commissario Tullio Fanelli) decadranno dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della manovra; il numero dei commissari – in origine tre e poi portato a cinque – passerà a quattro. L'Authority avrà poteri più “consultivi” e si occuperà anche di prezzi del petrolio e di autorità nucleare.
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Il Sole 24 Ore, 15 luglio 2008