L'Istituto Bruno Leoni aderisce all'appello "Non distruggete la ricerca", per salvare i campi dove si svolge la sperimentazione sui kiwi transgenici dell'Università della Tuscia.
L'Istituto Bruno Leoni aderisce all'appello "Non distruggete la ricerca", per salvare i campi dove si svolge la sperimentazione sui kiwi transgenici dell'Università della Tuscia.
Dice Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell'IBL: "la distruzione dei campi dove si trovano gli alberi modificati dai genetisti italiani sarebbe un atto barbaro, luddista e stupido. Non stiamo parlando della scelta (pur legittima, da un punto di vista di mercato) di coltivare piante a scopo commerciale, ma dell'esito di una ricerca scientifica durata tre decenni. Impedire di raccoglierne i risultati nel nome di norme oscurantiste sarebbe assurdo: l'ostilità alla sperimentazione e all'innovazione, del resto, è esattamente uno degli aspetti che fanno tanto male all'immagine del nostro paese e alle sue prospettive di crescita. Non si può riempirsi la bocca sugli scarsi investimenti in ricerca e sviluppo, se poi gli sforzi dei nostri scienziati vengono sradicati in questo modo".
Per queste ragioni, IBL si unisce ai biotecnologi italiani nel rivolgere ai ministri dell'Ambiente, Corrado Clini, e dell'Agricoltura, Mario Catania, il seguente appello: "facciamo appello perché non si disperda irreparabilmente quanto raccolto finora da questa esperienza, anche in termini di capitale umano e competenze, e affinché [le autorità] recedano da questa decisione. Per favore, non distruggete il nostro lavoro. Non distruggete la ricerca. Non distruggete il futuro del Paese".