Mille firme contro la legge sul libro. Amazon rilancia: un mese di sconti
Una legge antiliberista e fuori dal mercato, tradizionale e soprattutto digitale
Mille firme in cinque giorni e un mese di supersconti. Doppio appuntamento, oggi, per il fronte contrario alla «legge Levi», che disciplina il prezzo del libro, fissando tetti per gli sconti di librai (non oltre il 1.5 per cento sul prezzo di copertina) ed editori (non oltre il 25 per le promozioni). Amazon, a Milano, con una conferenza stampa, annuncerà oggi come reagirà a una legge che colpisce i suoi grandi sconti - anche - sui libri. Da Parigi, dove ha sede il suo ufficio, è arrivato il country manager di Amazon.it, Martin Angioni. Al «Corriere» ha confermato che «non sono messi in discussione i piani di sviluppo, come l'apertura di un centro di distribuzione in Italia». Nell'immediato, Amazon.it «sfrutterà questo mese di libertà sugli sconti». La decorrenza della «legge Levi», infatti, è fissata al prossimo 1° settembre. A breve dovrebbe essere promulgata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al quale oggi verranno consegnate le oltre mille firme raccolte dall'Istituto Bruno Leoni e dall'editore di Macerata Liberilibri contrari alla legge (oggi verrà pubblicato sul sito dell'Istituto la replica dell'onorevole Riccardo Levi, Pd). La petizione, partita domenica scorsa via web, ha registrato centinaia di adesioni, e ieri è stata superata quota mille. Intanto, nei giorni scorsi, l'editore Mario Guaraldi si è dimesso dall'Aie (Associazione editori italiani) in polemica con il presidente Marco Polillo e il suo appoggio a una legge che, per Guaraldi, è antiliberista e fuori dal mercato, tradizionale e soprattutto digitale. Ostile alla legge anche Rubbettino e Quodlibet, altra casa editrice di Macerata. Con una nota inviata al «Corriere», Gino Giometti, condirettore editoriale, pur non condividendo il riferimento al libro come «merce», apprezza la critica dell'Istituto Bruno Leoni alla «strettoia sui prezzi che penalizza l'acquirente, il lettore che come consumatore ha i suoi diritti, e gli editori piccoli e medi che nelle fiere librarie e in mille altre manifestazioni hanno un incontro ravvicinato con i lettori che non riescono a raggiungere attraverso la distribuzione tradizionale».

Dal Corriere della Sera, 29 luglio 2011
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