La nuova legge sull’azione collettiva risarcitoria, introdotta dal governo uscente come parte della Legge Finanziaria, è un testo confuso e ambiguo, che in qualche decina di righe sintetizza mirabilmente un numero addirittura inverosimile di problemi interpretativi. La class action è un istituto pericoloso, perchè rappresenta di fatto una tassa sui consumatori, anzichè essere uno strumento a loro vantaggio. Ciò è tanto più vero nella versione italiana del provvedimento, che condensa opacità interpretativa e mentalità consumerista nel senso più retrivo del termine. È opportuna una pausa di riflessione, prima di introdurre uno strumento così dirompente nel nostro ordinamento.
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