Guido Gentili
Rassegna stampa
29 novembre 2020
Liberal-democrazia assediata dalla tribù
Il libro di Mingardi è un'occasione per riscoprire l'attualità del "montanaro" Hayek
Nel mezzo delle tensioni senza precedenti che attraversano le società liberal-democratiche, in piena crisi Covid-19 e in un'Italia congelata a trazione breve tra debito, ristori e statalismo rampante, non era facile immaginare di scrivere un libro controcorrente. Tanto più incardinandolo sul liberalismo di Friedrich von Hayek (1899-1992), l'economista e sociologo (ma non solo, vista la sua straordinaria apertura mentale), premio Nobel per l'economia nel 1974, tra i grandissimi del pensiero del Novecento assieme al duellante John Maynard Keynes.

Non era facile, ma Alberto Mingardi, tra i fondatori e oggi direttore dell'Istituto Bruno Leoni, professore e brillante saggista, è riuscito nell'impresa, mettendo in fila 354 pagine contro la tribù e l'idea di una giustizia sociale - già analizzata da Hayek - destinata appunto «a quell'involuzione tribale che osserviamo tutti i giorni» dove l'individuo entra via via nell'ombra e dove prosperano le aggregazioni e i gruppi.

Si fa dunque strada una giustizia sociale spartana, che diventa «la bussola di movimenti schierati apertamente contro la liberal-democrazia, i suoi principi fondamentali, le sue norme e procedure, diventate un orpello formale che copre e giustifica il divaricarsi delle diseguaglianze. Il refrain di un discorso politico, nota Mingardi, che è pronto a giustificare qualsiasi discrezionalità, che accetta di rivedere procedure e prassi consolidate, se l'obiettivo è «la riparazione di torti riconducibili a sistemi di norme e processi economici ritenuti del tutto funzionali al perpetuarsi di certi gruppi di potere, nella nostra parte di mondo».

Tutto questo ha naturalmente uno sbocco politico: la «politica dell'identità» che vincola di fatto il grado di redistribuzione alle caratteristiche dei componenti un certo gruppo. E ad essere messa in discussione, secondo il direttore dell'IBL, è alla fine l'identità stessa delle nostre società mentre in economia «si afferma una sempre più marcata nostalgia di un distributore unico e incontestabile dei premi alla cooperazione sociale». Cosa che, aggiungiamo, diventa tanto più insidiosa quanto è più alta, come in Italia, la propensione alla campagna elettorale permanente.

Il libro di Mingardi è un'occasione, attraverso una documentazione certosina e un'illustrazione efficace su e giù per i sentieri della storia del pensiero, per riscoprire l'attualità del "montanaro" Hayek, peraltro autore della voce «liberalismo» dell'Enciclopedia Treccani.

Ma certamente il dato finale socio-politico contro le nuove tribù emergenti e lo «zelo dirigista degli intellettuali» attratti da nazionalismo e socialismo è una lama affilata che riporta alla memoria un filone di libri controversi come “Intellettuali” (1988) di Paul Johnson, storico e giornalista inglese, e soprattutto “La cultura del piagnisteo” (1993) di Robert Hughes, australiano e critico d'arte, sulla saga del politicamente corretto «con il suo turbinare continuo di rivendicazioni d'identità». Per cui esisterebbe un «modo giusto di fare le cose, consistente innanzi tutto nell'adeguarsi ai desiderata di gruppi facinorosi e lamentosi d'ogni sorta, pronti a compattarsi in una maggioranza inquisitoria».

I gruppi, le tribù, la giustizia sociale, l'incapacità della società umana più prospera di accettare se stessa, la storia del liberalismo come «un lungo e complesso tentativo di spersonalizzare il governo e il mercato, retto dal meccanismo dei prezzi, non a caso il meccanismo regolatore più impersonale che ci sia».

Ai decisori, scrive Mingardi, piace distribuire privilegi, perché significa che essi diventano responsabili diretti del tenore di vita di certi gruppi sociali da cui si attendono in cambio consenso. È la realtà, come dargli torto?

CONTRO LA TRIBÙ. HAYEK, LA GIUSTIZIA SOCIALE E I SENTIERI DI MONTAGNA, di Alberto Mingardi, Marsilio, Venezia, pagg. 354, euro 16

Da Domenica - Il Sole 24 Ore, 29 novembre 2020