Francesco Cancellato
Rassegna stampa
La Flat Tax secondo Nicola Rossi: «È l’unica rivoluzione possibile per il fisco italiano»
Oggi il sistema fiscale italiano è profondamente iniquo e inefficiente. Non è vero che l’aliquota unica privilegia i ricchi
«Il sistema fiscale italiano? È come un Lego i cui pezzi sono messi a casaccio l’uno sull’altro e non compongono niente, una costruzione di interventi erratici dettati da un esigenza immediata. Il disegno finale è incomprensibile, un piccolo mostro. E la cosa buffa è che si continua». Nicola Rossi, economista, presidente dell’Istituto Bruno Leoni, non è in vena di essere diplomatico. Al contrario, come spiega nel suo ultimo libro “Flat Tax. Aliquota unica e minimo vitale per un fisco semplice ed equo” (Marsilio, 2017) è convinto che il fisco italiano sia da demolire e ricostruire da zero. Ad acuire la vis polemica, soprattutto a causa della prossima scadenza elettorale, è il “come”. Secondo Rossi, infatti, la soluzione è proprio la flat tax, la tassa piatta costruita su un’unica aliquota, cuore della proposta politica del centrodestra. E sul minimo vitale, una specie di “reddito di cittadinanza”, al centro del programma del Movimento Cinque Stelle. Curioso, che a farlo sia un ex senatore del Partito Democratico: «La posizione del Pd è culturale - spiega Rossi -. Loro sono attaccati a una serie di luoghi comuni, che non gli permettono di capire quanto sia iniquo sia il sistema attuale e quale sia la necessità di cambiarlo. Loro aggiungono a ciò che già c’è, non hanno proposte alternative».

Partiamo dall’inizio: lei nell’incipit del suo libro parla di un sistema fiscale “irragionevole”, costruito da menti “ciniche e miopi”. Ci può fare un esempio?
Parliamo di progressività. Oggi è un concetto che vale solo per i dipendenti e i pensionati che guadagnano tra i 10 e 40mila euro, a occhio. Il resto del sistema fiscale non è progressivo. Lei ha un casa o 100 appartamenti in affitto, ma pagherà sempre il 21% di cedolare secca. Lei può aver 100mila o 100milioni investiti Btp e paga sempre il 12,5%. È ridicolo. Le uniche imposte progressive, in Italia, sono quelle per il lavoro. Ci sono 30mila contribuenti con aliquota massima. Mentre tutto il resto - ciò che genera ricchezza vera - viene tassato con aliquote fisse.

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