Luciano Capone
Focus
16 luglio 2014
Focus 242. Limpido come l’acqua? Il lato oscuro delle “case dell’acqua”
Oltre ad essere ingiustificato, l'intervento pubblico a favore della costruzione dei chioschi dell'acqua è ingannevole nel far ritenere che l'acqua alla fonte possa sostituire l'acqua minerale, che è invece un prodotto diverso


Negli ultimi anni è aumentato rapidamente il numero delle case dell’acqua: distributori di acqua potabile e filtrata costruiti con soldi pubblici e gestiti dagli enti locali, direttamente o tramite loro società. Oltre ad essere ingiustificato, l'intervento pubblico a favore della costruzione dei chioschi dell'acqua è ingannevole.

Indagando la gestione e il finanziamento dei chioschi dell’acqua ed analizzando le ragioni che dovrebbero giustificare i relativi investimenti pubblici si evince come, se si trattasse di iniziative puramente commerciali, esse rappresenterebbero senza dubbio uno strumento di maggiore libertà di scelta per i consumatori. Tuttavia, essendo spesso considerate parte del servizio pubblico, vengono remunerate nelle tariffe idriche.
È ingannevole trasmettere l'idea che l’acqua alla fonte possa sostituire l'acqua minerale, che è invece un prodotto diverso. Inoltre, è anche discriminatorio nei confronti di coloro che consumano acqua in bottiglia per finalità terapeutiche, e che si trovano comunque a partecipare, da contribuenti, alle spese per la costruzione e la gestione delle case dell'acqua senza poterne usufruire.