Natale D’Amico
Rassegna stampa
Coronavirus, salvare Pil per salvare persone
Non ci troviamo di fronte alla odiosa alternativa tra scegliere di salvare le persone e scegliere di salvare il Pil
Questo articolo è pubblicato nella rubrica Upstream sul numero di Fortune Italia in edicola dalla prossima settimana.

L’epidemia di Coronavirus ha assunto una dimensione planetaria; i costi in termini di vite umane si vanno facendo tragici. Manca una cura e manca un vaccino. Per contenere il contagio e tentare di evitare il disastro dei sistemi sanitari, un po’ ovunque sono state assunte drastiche misure di distanziamento sociale e spesso il blocco di numerose attività. Non vi era alternativa.

Gli esiti delle misure sono stati buoni in Cina, in Corea, a Taiwan. Altrove sono ancora incerti e controversi. E’ ragionevole che di fronte al bollettino giornaliero di contagiati e – purtroppo – defunti, da più parti venga chiesto il prolungamento delle misure in essere, se non il loro irrigidimento. Anche questo è probabilmente inevitabile.

I danni economici dell’epidemia si sono fatti, ormai è certo, giganteschi. Assisteremo nel 2020 a una recessione che può superare, per intensità e speriamo non per durata, quelle del 1929 e del 2008.

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