Carlo Lottieri
Rassegna stampa
Autonomia: servirebbe il coraggio di rischiare
Si sono susseguiti governi di diverso colore, ma finora non è mai successo nulla
Una presa di posizione assai chiara quella del presidente della Lombardia, Attilio Fontana, che esaminando i dati riguardanti il Covid-19 ha rilevato che la nostra regione dovrebbe ormai essere collocata nella fascia "arancione", così che sia possibile riavere almeno alcune libertà ora sospese a causa dell'emergenza. Secondo quanto è stato deciso dall'ultimo Dpcm, la nostra amministrazione regionale così come quella di ogni altra area gialla, arancione o rossa può rafforzare i vincoli imposti dal governo centrale, ma non allentarli in alcun modo.

Una simile situazione evidenzia una grave carenza di cultura federalista in questo esecutivo, poiché è certo una buona cosa permettere a un governo regionale di assumere misure più decise (qualora siano necessarie), ma questa facoltà dovrebbe valere nei due sensi. Altrimenti non si capisce quale logica si stia seguendo e quale valorizzazione dell'autogoverno si abbia in mente.

Quando Luca Zaia rilevò che un presidente di regione i malati li ha alla porta, voleva proprio mettere in evidenza che bisogna lasciar decidere a chi è più vicino alla realtà e la conosce meglio.

A questo punto, però, è opportuno interrogarsi se pure questa volta Fontana si limiterà a una flebile lamentela, oppure se avrà il coraggio di aprire davvero una vertenza con Roma: al fine di proteggere le libertà dei lombardi e dare una prospettiva alla nostra economia, oggi tanto colpita dalle decisioni del governo Conte.

La sensazione, però, è che la giunta leghista intenda continuare ad attendere gentili concessioni dall'alto che non arriveranno presto. Mentre in altre aree del Paese in varie circostanze le leadership locali hanno fatto sentire la loro voce, da noi ogni atteggiamento è stato improntato a una prudenza difficilmente comprensibile.

Sullo sfondo, per giunta, c'è una questione più generale. La crisi economica epocale che stiamo vivendo, conseguente alle misure adottate per fronteggiare l'epidemia, potrebbe rappresentare una formidabile opportunità per riuscire finalmente a ottenere quella libertà di gestirsi da sé che la Lombardia insegue da tempo. La domanda è se oggi a Milano vi è una classe politica attrezzata, determinata a conseguire questo risultato, disposta a mettersi in gioco per portare a casa un risultato tanto significativo.

Quanti hanno l'onere e l'onore di amministrare la regione sanno che da tre anni i lombardi attendono quell'autonomia "differenziata" per quale hanno espresso con decisione la loro preferenza.

Nel frattempo si sono susseguiti governi di diverso colore, ma finora non è mai successo nulla. A questo punto, solo prese di posizione coraggiose possono invertire la tendenza. Molte aziende sono vicine al collasso, bar e ristoranti non riescono ad andare avanti, il turismo è in ginocchio, ma più in generale tutti i comparti sono in grave sofferenza.

Fontana dovrebbe sapere che nessuno ottiene la libertà di governarsi da sé grazie a una gentile concessione di chi lo comanda. Se da Milano non si avvia un'iniziativa forte e all'altezza di questa situazione precedenti, l'economia lombarda continuerà a sprofondare in attesa di quell'autogoverno che forse non arriverà mai.

Da La Provincia, 19 novembre 2020