Anna Rita Rapetta
Rassegna stampa
Alitalia: La compagnia è già costata agli italiani più di 7 miliardi di euro
Dalla fine degli anni Novanta i bilanci dal 2009 sono sempre stati in rosso

I conti sono in rosso da anni e sui bilanci non hanno sortito effetto i ripetuti salvataggi statali, l'arrivo dei cosiddetti "capitani coraggiosi" con l'operazione Fenice, prima, e degli Emirati Arabi Uniti con Etihad, poi. Le perdite della ex compagnia di bandiera si aggirano sui 200 milioni di euro. In cassa c'è liquidità per arrivare solo a fine maggio. Piano industriale dopo piano industriale, anziché tornare a fare utili, l'azienda continua a fare il conto delle perdite. E lo Stato può fare altrettanto. Secondo uno studio di Mediobanca, dal 1974 al 2014 Alitalia è costata ai contribuenti 7,4 miliardi di euro.

In particolare, l'onere a carico del settore pubblico e della collettività prodotto dalla gestione "in bonis" dal 1974 al 2007 è stato di 3,3 miliardi; mentre quello prodotto sotto la gestione commissariale, fino al giugno 2014, è di 4,1 miliardi. Dei 34 anni esaminati, 20 hanno chiuso in deficit, sommando una perdita pari a 5,1 miliardi.

Per quanto riguarda il periodo che va dal 1974 al 2007,1a voce più consistente finanziata dallo Stato riguarda gli interventi di ricapitalizzazione, soprattutto a partire dalla metà degli anni Novanta. È il periodo in cui comincia a deteriorarsi la redditività della compagnia. Secondo l'ufficio studi di Mediobanca, dal 1974 e fino al 2007, ultimo bilancio prima dell'amministrazione straordinaria, sono maturate perdite cumulate pari a 4,407 miliardi di euro a valori correnti. Dal 1996 (anno della prima grande perdita di 625 milioni) il saldo negativo è stato pari a 3,906 miliardi.

Secondo un recente studio presentato per l'Istituto Bruno Leoni da Andrea Giuricin, esperto di Economia e trasporti e docente all'università di Milano Bicocca, dalla fine degli anni Novanta ad oggi il mercato aereo italiano è cresciuto costantemente, mentre la quota di Alitalia è diminuita e i bilanci dal 2009 sono sempre stati in rosso. Dal 2009 ad oggi ha perso 2,8 miliardi. A cui si devono aggiungere i soldi messi sul piatto dallo Stato che arrivano a superare i 6,1 miliardi sommando i 3 miliardi dati per evitare il fallimento nel 2008 e aprire la strada ai "capitani coraggiosi"; nonché i 75 milioni di investimento di Poste italiane, controllata dal Tesoro, i quasi 1,5 miliardi di cassa integrazione straordinaria per i dipendenti, i 200 milioni di aumento dei prezzi e gli 1,4 miliardi di minori entrate fiscali.

Da La Sicilia, 25 Aprile 2017